S.I.C.E.V
COMITATO SCIENTIFICO
MEMBRI
DR. ROBERTO
PROPERZI
DR. FRANCESCA
IZZO
DR. EDOARDO
POGGI
DR. SIMONE
MONTI
DR. ALFONSO
CALABRIA
DR. ALESSANDRO
POLI
FAQ
QUANDO SI EFFETTUA L'INTERVENTO DI GASTROPRESSI?
Si effettua in tutti qui casi in cui si sono avuti episodi di dilatazione torsione gastrica che hanno avuto necessità di una decompressione. Questo accade soprattutto in cani di taglia grande e gigante a torace profondo.
Quando si è avuta una dilatazione risoltasi positivamente purtroppo la possibilità che questa si ripresenti anche in forma più grave è estremamente elevata . Le sole procedure mediche (alimentazione, limitazione dell’esercizio, farmaci) raramente ottengono successi soddisfacenti. Rimane come unica alternativa la gastropessi indipendentemente dalla sede scelta per ottenere una fissazione duratura tra stomaco e parete addominale.
Per ridurre il più possibile il disagio di questo intervento salvavita possiamo utilizzare la chirurgia mininvasiva che ci permette di operare attraverso un taglio di pochi centimetri.
COS'È LA GASTROPESSI?
La gastropessi è una procedura chirurgica che si prefigge lo scopo di creare un’aderenza tra lo stomaco e la parete addominale.
LA MIA CAGNA/GATTA È STATA STERILIZZATA, MA CONTINUA AD ANDARE IN CALORE
Quando la propria cagna/gatta è stata sterilizzata e nonostante ciò continua ad andare in calore spesso si tratta di un residuo di tessuto ovarico che non è stato perfettamente asportato.
In questi casi tentare di asportare il frammento rimasto con la chirurgia tradizionale può risultare molto indaginoso e comporta un taglio molto lungo a causa delle piccole dimensioni del residuo ovarico e della posizione in cui questo si trova.
In questi casi l’intervento in laparoscopia non solo permette di evitare un taglio molto lungo (indicativamente dall’ombelico alle mammelle addominali), ma anche di accorciare notevolmente la durata dell’anestesia.
Inoltre con questa metodica è più difficile lasciare in situ frammenti di tessuto ovarico grazie all’ingrandimento operato dalla telecamera.
PERCHÉ DEVO STERILIZZARE LA MIA CAGNA/GATTA?
Sterilizzare la propria cagna comporta dei benefici da un punto di vista medico: se si effettua l’intervento prima del primo calore il rischio di tumori alle mammelle si riduce a meno dello 0,5% in confronto alle cagne non sterilizzate, se l’intervento viene eseguito dopo il primo calore l’incidenza aumenta all’ 8% mentre se si ritarda dopo il secondo calore l’aumento è del 25% (Slatter, trattato di chirurgia dei piccoli animali).La sterilizzazione eseguita dopo gli 1,6-2 anni non svolge alcuna funzione preventiva nei confronti dei tumori alle mammelle, ma ovviamente previene i rischi di infezioni all’utero, le gravidanze indesiderate o le mastiti soprattutto nel caso in cui la cagna sia uno di quei soggetti predisposti ad avere la pseudogravidanza.
Inoltre sterilizzare la propria cagna/gatta è un intervento doveroso e corretto nei confronti della sovrappopolazione canina e felina e può di conseguenza portare ad alleggerire il carico dei canili e dei gattili con nuove adozioni.
COME VIENE ESEGUITA L’OVARIECTOMIA (ASPORTAZIONE DELLE OVAIE) IN LAPAROSCOPIA? PERCHÉ È DA PREFERIRE ALL’INTERVENTO TRADIZIONALE?
L’intervento di sterilizzazione eseguito in laparoscopia permette di sterilizzare la propria cagna/gatta senza dover fare un taglio chirurgico lungo, ma effettuando solo tre piccoli fori attraverso i quali vengono inserite le pinze e la telecamera.
L’intervento viene eseguito interamente attraverso questi tre fori pertanto il dolore nel periodo post-operatorio è minimo e la cagna/gatta si rialza e cammina immediatamente dopo l’intervento. Inoltre i tempi anestesiologici sono più brevi e il forte ingrandimento dato dalla telecamera consente di evitare di lasciare in situ frammenti di tessuto ovarico che possono portare la propria cagna/gatta a manifestare sempre i sintomi del calore.
A fine intervento risultano solo tre punti di sutura che non danno alcun fastidio e quindi non richiedono l’utilizzo del collare elisabettiano.
COME VIENE ESEGUITA UN’OVARIECTOMIA (ASPORTAZIONE DELLE OVAIE) SECONDO LA CHIRURGIA TRADIZIONALE?
In anestesia generale si esegue il taglio sulla linea mediana che comprende la cicatrice ombelicale e deve essere sufficientemente lungo da permettere al chirurgo di portare all’esterno le ovaie per poterle visualizzare. Dopo questa manovra si effettua una duplice legatura dell’ovaia che viene successivamente asportata.
Diversi studi hanno dimostrato che non è solamente la lunghezza dell’incisione che aumenta il dolore e la frequenza dei problemi nel periodo post-operatorio, ma anche la manipolazione del peritoneo, degli organi interni e la trazione effettuata sul legamento ovarico.
La ferita operatoria è suturata a più strati e per prevenire che il cane/gatto si lecchi si consiglia l’utilizzo di collari elisabettiani.
RISULTATI FORMULARIO POST-OVARIECTOMIA
Dopo ogni intervento di ovariectomia endoscopica abbiamo consegnato al proprietario un semplice questionario per avere una verifica sul postoperatorio.
Dal gennaio 2008 ci sono stati riconsegnati 100 questionari, i cui risultati sono riportati in seguito. I soggetti sottoposti ad intervento avevano pesi compresi tra 800 gr. e 70 kg. Ma la notevole differenza di taglia non ha in alcun modo influito sui risultati.
QUALI INTERVENTI POSSONO ESSERE ESEGUITI IN CHIRURGIA MININVASIVA?
Ovariectomia (asportazione delle ovaie)
Ovarioisterectomia (asportazione delle ovaie e dell’utero)
Recupero di residui ovarici
Rimozione di testicoli ritenuti
Calcoli vescicali
Calcoli biliari
Cisti prostatiche
Gastropessi (fissazione dello stomaco)
Colposospensione per l’incontinenza urinaria
Surrenalectomia
Cisti renali
Pericardiectomie
Arco aortico persistente lobectomie polmonari
Tutte le biopsie
Tutte queste operazioni si effettuano attraverso 3-4 fori di 1cm in assoluta sicurezza, con tempi ridotti e con dolore post-operatorio minimo.
QUALI INTERVENTI ENDOSCOPICI A SCOPO DIAGNOSTICO POSSONO ESSERE EFFETTUATI SUI NOSTRI ANIMALI?
Broncoscopie
Esofago-gastroscopie
Colonscopie
Sono tutte metodiche che sfruttano le normali vie anatomiche per esaminale gli apparati interessati.
Artroscopie di spalla, gomito, anca, ginocchio e garretto
Si attuano introducendo una telecamera di 2,5 mm all’interno dell’articolazione e ne permttono un’accurata esplorazione. All’occorrenza e con l’ausiliodi altri strumenti si possono eseguire procedure operative.
DELEGATI REGIONALI
PIEMONTE
Dr. Simone Monti
dr.monti@gmail.com
LOMBARDIA NORD
Dr. Stefano Bacilieri
stefano.bacilieri@fastwebnet.it
LOMBARDIA SUD
Dr. Vittorio Garbagnoli
vittoriogarbagnoli@gmail.com
VENETO E FRIULI
Dr. Orlando Marzotto
orlando.marzotto@libero.it
LIGURIA
Dr. Roberto Properzi
dr.properzi@libero.it
EMILIA
Dr. Roberto Bellei
rbellei@tiscali.it
ROMAGNA
Dr. Gianluigi Mussoni
gianluigi.mussoni@gmail.com
TOSCANA
Dr. Francesco Talini
dott.francescotalini@alice.it
UMBRIA
Dr. Amato Violini
amato.violini@gmail.com
LAZIO
Roberto Giaconella
rgiaconella@alice.it
SICILIA EST
Dr. Michele Costanzo
mikyc10@hotmail.com
SICILIA OVEST
Dr. Vito Angilieri
vitoang@yahoo.it
CAMPANIA
Dr. Berardino Izzo
izzoberardino1@gmail.com